13° GIROSARDEGNA - 19-25 aprile 2009

      La crisi economica che sta vivendo il mondo occidentale è riuscita solo in parte a scalfire il "GiroSardegna", infatti il numero dei partecipanti, seppure in leggera flessione, è rimasto elevato.
      Alla settimana ciclistica hanno partecipato un totale di 602 ciclisti così divisi:
  • 538 iscritti ai due percorsi agonistici (201 al GranGiro e 332 al MedioGiro); il 10% del totale erano donne ed oltre il 20% erano stranieri, in particolare inglesi, tedeschi e svizzeri ma anche sudafricani, canadesi, olandesi ecc.
  • 46 gli iscritti ai percorsi non agonistici del "Tour" con partenza alla francese
  • 18 erano gli iscritti alla "1.000 km di Sardegna"
      Il livello organizzativo è stato come al solito impeccabile aiutato anche dalla particolare adattabilità della zona di Alghero ad una manifestazione ciclistica.
      Il ritardo della stagione e le abbondanti piogge invernali, hanno poi preparato un terreno di gara particolarmente bello e la natura tutta sembrava essere pronta per l'avvenimento.
      Tutto è andato benissimo ed alla fine del Giro le facce dei ciclisti erano sorridenti ed abbronzate, grazie al sole che ha accompagnato quasi tutte le giornate di gara.
      Sotto l'aspetto sportivo le cose sono andate al di la di ogni più rosea aspettativa; il controllo delle strade svolto dalle forze dell'ordine è stato minuzioso e tutti gli incroci erano presidiati dai carabinieri e dai volontari delle associazioni di protezione civile.
      Vi era sempre la Polizia Stradale a precedere i ciclisti ed un grande lavoro ha svolto la Motostaffetta Manfè scesa in forze in Sardegna (i favolosi motociclisti friulani sono oramai una istituzione al Giro: esperti e capaci, sanno dare sicurezza a tutti).
      I ristori sono stati sempre abbondanti e ben posizionati.
      La segnaletica, bella e funzionale, ha sempre perfettamente svolto la sua importante opera.
      Le strade erano state accuratamente scelte per la loro bellezza, per il fondo stradale perfetto e per la scarsità di traffico e questo è stato apprezzato da tutti: nei sette giorni di gara si sono sempre evitati i centri abitati e solo la natura ha fatto da degna cornice allo sforzo dei ciclisti.
      Tutte le tappe, anche quelle che avevano un solo percorso, hanno avuto partenze separate e lo schieramento su due griglie (GranGiro e MedioGiro) ha reso sicure le partenze.
      Eppure, nonostante questi presupposti, ci sono stati due incidenti che hanno causato lesioni fisiche di rilievo a due sfortunati ciclisti i quali sono stati costretti al ricovero in ospedale.
      Il cronometraggio della Winning Time è stato puntuale e preciso; gli ordini di arrivo sono stati sempre esposti con rapidità al traguardo mentre le classifiche generali erano esposte già dal primo pomeriggio negli hotel.
      Molto apprezzato il gadget: una maglietta ciclistica del GiroSardegna che tantissimi partecipanti hanno poi utilizzato in gara.
      Molto partecipate erano giornalmente le premiazioni di tappa anche per via degli invitanti premi ad estrazione tra i quali anche partecipazioni gratuite al GiroSardegna 2010.
      Le circa 1.000 persone del Giro, tra ciclisti, accompagnatori ed organizzazione, sono state ospitate in due hotel quattro stelle (il Baia di Conte/Villaggio Valtur ed il Capo Caccia) ed in un cinque stelle (El Faro); tutti gli hotel si sono dimostrati all'altezza della situazione.
      La sede centrale era stata fissata nel Baia di Conte il quale aveva una struttura ampia e spazi adatti alle esigenze ciclistiche; un grande atrio consentiva di accedere a tutti i servizi con immediatezza (sala congressi per le premiazioni, sala giuria, saletta timing, assistenza meccanica, ritiro gadget, ecc.).
      Frequentatissime le piscine e la spiaggia ma in pochi hanno avuto l'ardire di tuffarsi!
      In definitiva è stata una meravigliosa settimana di vacanza sportiva in cui si è svolta una bellissima gara, agonisticamente molto tirata, che ha interessato in egual misura tutti i partecipanti, dai primi agli ultimi.
      Nei percorsi lunghi del Grangiro si aspettava il dominio del Team Garmin Salieri di Emanuele Negrini, sceso al gran completo in Sardegna come fa oramai da molti anni. Ma già dalla prima tappa (la "Granfondo Sardegna") si è capito che la cosa non sarebbe stata agevole per via della presenza di almeno altre tre squadre molto competitive: la Renofin Sintesi Castelli -con Fabio Sacchi e Maccanti-, la Assos Equipe Campionissimo -con molti ex professionisti svizzeri ed italiani- e la Autotrasporti Convertini -con Michele Laddomada ed altri forti atleti pugliesi-.
     La gara è stata interessantissima ed ogni giorno si è assistito a qualche episodio ciclisticamente rilevante; ma la maglia gialla non è mai stata in discussione: Fabio Sacchi l'ha conquistata alla prima tappa ed ha poi sfruttato il vantaggio ottenuto quel giorno per mantenerla fino al termine della manifestazione. Secondo è arrivato Antonio Corradini (Team Garmin Salieri) a poco più di 40 secondi di distacco e terzo Michele Maccanti (Renofin Sintesi Castelli) con un distacco finale di sei minuti; Emanuele Negrini è arrivato solo quarto nella classifica generale finale. Bisogna scendere al settimo posto della generale per trovare Wim Van Moer (Equipe Campionissimo), primo degli stranieri; 15° e 16° sono giunti gli ex prof Karl Zoetemelk e Claudio Chiappucci.
     Tra le donne netto è stato il predominio di Barbara Lancioni (Renofin Sintesi Castelli) la quale ha inflitto un distacco di oltre 22 minuti alla seconda (Nisi Maria Cristina della Marathon Bike) e quasi quaranta all'olandese Ester De Vries.
     Come al solito ogni giorno vi è stata una lotta serrata per la conquista della Maglia Nera e nel GranGiro brillavano in questo le "Quaglie Reali", sempre pronte ad aggiudicarsi il simbolo del primato alla rovescia; ma a fine giro il "vincitore" è risultato Roberto Pitassi (Ciclismo Buttrio) che ha accumulato "sole" 8 ore e 40 minuti di ritardo dai primi!
Al termine delle sette tappe, solo 130 ciclisti sono riusciti a restare in classifica facendo quindi tutte le tappe.
I vincitori di categoria nel GranGiro sono stati:
  • Cat. A: Michele Maccanti (Renofin Sintesi Castelli)
  • Cat. B: Fabio Sacchi (Renofin Sintesi Castelli)
  • Cat. C: Claudio Chiappucci (Equipe Campionissimo)
  • Cat. D: Jean Pierre Feryn (Equipe Campionissimo)
  • Cat. E: Jean Michel Thimister (GiroSardegna)
  • Cat. F: Jopp Ribbens (GiroSardegna)
  • Cat. W1: Barbara Lancioni (Renofin Sintesi Castelli)
  • Cat. W2: Beatrice Calella (Autotrasporti Convertini)

     Decisamente diversa la situazione nel Mediogiro!
     Sono molte oramai le squadre che scendono in Sardegna con intenti bellicosi e, sempre di più, il livello dei partecipanti si eleva ed i giochi di squadra diventano importanti. Si è assistito quindi ad una gara bellissima e vibrante che ha visto un nutrito gruppo di ciclisti a contendersi la Maglia Rosa.
Alla fine l'ha spuntata Germano Gaggioli (Zena Probike) che ha battuto di soli cinque secondi il suo compagno di squadra Cristian Perotti e di 18 secondi Marco Giovannini (Lelli Bike), ma il risultato è stato sempre in bilico fino all'ultima volata; di fatto erano in tanti ad aspirare alla vittoria finale ed in tanti avrebbero potuto essere sul gradino più alto. A dimostrazione di quanto la gara è stata combattuta, si rileva che i primi quattro della classifica finale sono entro un minuto dal vincitore ed i primi undici entro i due minuti e trenta!
     Anche tra le donne la lotta è stata tiratissima e tre atlete si disputavano la vittoria praticamente ogni giorno in volata.
Al termine la Maglia Rosa è andata ad Astrid Schartmuller (Athletic Club Merano), seconda Patrizia Cabella (Zena Probike) a poco più di un minuto e terza Paola Sbrighi (Asd Speedy) ad un minuto e trenta.
Anche nel Mediogiro lotta serrata per la Maglia Nera di giornata; sul podio si sono avvicendati alcuni "nuovi amici" che lasciano ben sperare per un futuro di pedalate ai 18 orari di media!!! La Maglia Nera del Giro è andata a Mario Tonutti (Asd Valchiaro) distaccato di quasi dodici ore dai primi.
     Al termine delle sette tappe, solo 157 ciclisti sono riusciti a restare in classifica facendo quindi tutte le tappe.
I vincitori di categoria nel MedioGiro sono stati:
  • Cat. A: Cristian Perotti (Zena Probike)
  • Cat. B: Diego Rubini (Free Bike Team)
  • Cat. C: Marco Giovannini (Lelli Bike)
  • Cat. D: Germano Gaggioli (Zena Probike)
  • Cat. E: Gabriele Meoni (GiroSardegna)
  • Cat. F: Fred De Kinkeld (GiroSardegna)
  • Cat. G1:Bruno Macciocu (GiroSardegna)
  • Cat. G2: Romano Nencini (GS Poggianti)
  • Cat. W1: Astrid Schartmuller (Athletic Club Merano)
  • Cat. W2: Patrizia Cabella (Zena Probike)

      Il "Tour" ha evidenziato potenzialità positive che nei prossimi anni potrebbero ancor di più manifestarsi; la possibilità di pedalare "alla francese", senza il chip del timing ma nei percorsi di gara, piace moltissimo e comincia a fare un numero elevato di proseliti i quali tendono a partire prima degli agonisti per trovarsi poi assieme a loro sul percorso.
      Contemporaneamente si è svolta anche una bella edizione della "1.000 km. di Sardegna" che prevedeva per gli iscritti la partecipazione (in forma agonistica o cicloturistica) alla Granfondo e quattro brevetti di lunga distanza dei quali uno da disputarsi sull'Asinara.
      Questa settimana di "full-immersion" ciclistica è piaciuta a tutti ed erano molti i partecipanti che nelle varie giornate spaziavano tra le varie specialità presenti. In definitiva si può con certezza affermare che il "GiroSardegna" 2009 è stato un grande successo e per il prossimo anno si prospetta il ritorno in Costa Smeralda con una edizione speciale che potrebbe avere la sede operativa negli Hotel di Porto Cervo!

Ecco ora alcune brevi note delle singole giornate di gara.

Domenica 19 aprile - Granfondo Sardegna (Grangiro 172 km - Mediogiro 99 km)

      Erano in 750 gli atleti alla partenza e questa volta si andava a scoprire una delle strade litoranee più belle al mondo: la Alghero-Bosa una strada che sembra essere stata progettata proprio per i ciclisti! E' un vero paradiso da gustarsi in pieno dato che nei suoi 40 ed oltre chilometri, non vi è alcun incrocio o abitazione e niente traffico: solo i suoni della natura, gli odori della macchia mediterranea, i colori che solo la Sardegna sa offrire in primavera e poi una infinita serie di saliscendi, a volte anche impegnativi, che non danno mai respiro ai concorrenti. L'altra particolarità del percorso scelto era che in TUTTO il tragitto (ben 172 chilometri), non si attraversavano centri abitati (Bosa veniva infatti solo sfiorata dalla corsa), e questo probabilmente è un record mondiale che solo la Sardegna rende possibile! Le previsioni meteorologiche che si inseguivano nei canali televisivi dei giorni precedenti la gara non erano incoraggianti ma poi un bellissimo sole ha riscaldato i ciclisti dalla partenza all'arrivo. Lo schieramento nelle griglie è stato fatto nel Lungomare Dante di Alghero; i ciclisti avevano a destra il Golfo del Corallo chiuso dalla punta rocciosa di Capo Caccia ed alle spalle la zona storica della cittadina catalana. Come è oramai abitudine consolidata in Sardegna, niente griglie più o meno privilegiate ma partenze separate di Mediofondisti e Granfondisti a distanza di un quarto d'ora gli uni dagli altri. Dopo un breve tratto dietro l'auto del Direttore di Corsa, il via agonistico veniva dato all'inizio della litoranea.
      Il ritardo della stagione ed un inverno particolarmente piovoso rendevano lo scenario ancor più bello del solito e l'azzurro del mare faceva ancora di più risaltare la bellezza delle montagne punteggiata dal giallo dei fiori. I pochi alberi della costa, coricati su un fianco, mostravano chiari i segni di un maestrale che però questa volta ha risparmiato la manifestazione. Insolitamente, la prima parte della gara si svolgeva senza grandi accelerazioni: forse tutti erano preoccupati della difficoltà del percorso: solo timidi allunghi ma nessuno ha seriamente cercato di andare in fuga. A metà percorso in testa vi erano quindi due grupponi nei quali si vedevano i ciclisti sardi i quali volevano mettere in chiaro che non erano lì solo per fare da semplice cornice ma che invece erano decisi a giocare un ruolo da protagonisti. Ma neanche il secondo passaggio a Capo Marargiu (quello famoso perché la Gladio lo aveva scelto per metterci la propria base segreta di addestramento militare) ha portato grandi sconvolgimenti nella corsa della Mediofondo e così al traguardo di Alghero si è presentato un gruppo di una trentina di ciclisti. Ha vinto Marco Giovannini (Lelli Bike) che ha terminato i 99 km del percorso in 2 ore e 38 minuti alla media di 38.50. Secondi e terzi i sardi Alessandro Fancello e Demartis Giuseppe del GS Fancello Terranova.
      Anche il medio giro delle donne è terminato in volata tra Schartmuller Astrid, Paola Sbrighi e Patrizia Cabella giunte nell'ordine. La battaglia per la maglia rosa è stata quindi rinviata alla seconda tappa del giro: una cronometro individuale. Diversa invece la musica suonata dai granfondisti.
      Il gruppone che si è presentato alla divisione dei percorsi è letteralmente esploso nella salita di Suni in cui si selezionavano i migliori i quali hanno poi ingaggiato una singolare corsa (durata almeno un paio di chilometri) con un cavallo purosangue che, alla vista dei ciclisti, saltava la staccionata e si metteva a competere su strada con loro. Poi, appena dopo la metà percorso, nasceva una fuga seria, iniziata dai portacolori del Team Garmin Salieri (Negrini e Corradini) e da quelli della Renofin Sintesi Castelli (Sacchi e Maccanti). I quattro hanno continuato per molti chilometri di comune accordo guadagnando nei lunghi rettilinei dell'altopiano interno circa tre minuti su sette inseguitori; la battaglia nel quartetto di testa è poi iniziata ai piedi della salita di Capo Marargiu al cui culmine si presentavano solo Fabio Sacchi ed Antonio Corradini. All'arrivo di Alghero Sacchi prevaleva su Corradini: il GiroSardegna sarà poi una battaglia tra loro due, visto che Negrini è giunto dopo quasi cinque minuti e Maccanti dopo sette. A dimostrazione di quanto sono andati forte, per giungere al termine dei 172 km, con oltre 2.400 metri di dislivello totale, il vincitore ha impiegato solo 4 ore e 17 minuti alla media di 39.17!!! Il primo degli stranieri è stato l'olandese Wim Van Moer (sesto); il ventesimo posto è stato occupato da un Claudio Chiappucci, ancora in piena forma.
      Nelle donne c'è stato il largo dominio della favorita Barbara Lancioni (Renofin Sintesi Castelli) che ha terminato in 4 ore e 48 minuti al 35° posto (media 34.89) la quale ha distanziato l'olandese De Vries e Maria Cristina Nisi di oltre sei minuti.

Lunedì 20 aprile - Cronometro individuale (percorso unico 25 km)

      Tutta pianeggiante la cronometro che si è svolta nelle immediate vicinanze dell'Hotel Baia di Conte in una giornata di sole senza vento. Michele Maccanti (Renofin Sintesi Castelli) ha vinto con 32 minuti e 05 secondi, alla media di 46,75 kmh distanziando di 47 secondi il compagno di squadra Sacchi e di un minuto e 23 secondi Antonio Corradini.
Prima donna la solita Barbara Lancioni ad oltre 38 kmh di media.
Tra i mediofondisti Silvio Schiari si aggiudicava la tappa battendo Massimiliano Lelli e Germano Gaggioli.
Roberta Pilotto era la prima delle donne ad oltre 36 di media.
L'ultimo ad arrivare è stato Renato Londri che ha impiegato 1ora, 5 minuti e 54 secondi alla media di 22,76 kmh.!

Martedì 21 aprile - CapoCaccia/Stintino (Grangiro 136 km -Mediogiro 83 km)

      Al terzo giorno il cielo si è coperto di nuvole e minacciava pioggia che però ha risparmiato i ciclisti impegnati in una velocissima tappa di pianura "alla sarda" (cioè con molti saliscendi) combattuta dal primo all'ultimo metro. Nel percorso del Grangiro, dopo un avvio velocissimo, il gruppo si concedeva una tregua che durava fino al giro di boa sulla splendida spiaggia di La Pelosa; sulla strada del ritorno gli attacchi si susseguivano ed il gruppo si spezzava in tanti tronconi. Michele Maccanti ed Emanuele Negrini sono riusciti infine ad avvantaggiarsi ed a giungere nell'ordine al traguardo di Capo Caccia con qualche frazione di vantaggio sul gruppo dei più forti tra i quali anche Claudio Chiappucci giunto settimo.
Claudio Agnolin è stata la Maglia Nera di giornata tra i granfondisti.
      Nel MedioGiro un gruppetto di nove corridori riesce a guadagnare una quarantina di secondi di vantaggio che diventano circa due minuti grazie al fatto che tutto il gruppo degli inseguitori sbaglia ad un incrocio ed allunga il percorso di circa un chilometro. Negli ultimi chilometri è bagarre tra i ciclisti di testa ed al traguardo vince in volata Diego Rubini (Free Bike Team) su Daniele Lazzari (Lelli Bike) e Marco Tempo (Villaggio dei Fiori -Ospedaletti).
Ilvo Dozio del Team Bellusco impiega oltre il doppio del tempo dei primi per guadagnarsi la sua meritata Maglia Nera!

Mercoledì 22 aprile - i tre laghi (Grangiro 92 km - Mediogiro 75 km)


      In una giornata di sole si svolge la tappa di media montagna che porta i ciclisti profondamente nell'interno in paesaggi da film western! Nel percorso del GranGiro la prima salita di Ittiri seleziona il gruppo dei migliori i quali però attendono la salita finale del Lago del Temo per darsi battaglia. Nessuno però riesce a prendere il largo ed alla Cantoniera di Scala Piccada è Michele Maccanti a vincere la volata su Corradini, Sacchi, Laddomada e Negrini.
      Poi i ciclisti scendono ad Alghero fuori gara gustandosi così uno splendido panorama sul Golfo del Corallo.
La prima donna, come al solito, è Barbara Lancioni mentre l'ultimo di giornata è Roberto Pitassi.
Nel MedioGiro la bagarre finale porta in vetta a Villanova Monteleone un gruppetto di cinque unità ma Cristian Perotti (Zena Probike) si scatena in discesa riuscendo ad infliggere, in pochi chilometri fatti a velocità folle, un distacco di oltre un minuto a Silvio Schiari ed agli altri.
Tra le donne, Paola Sbrighi batte le sue avversarie nella solita volata a tre mentre Felice Francese si guadagna la Maglia Nera grazie ad un tempo di quasi quattro ore per fare 75 chilometri!

Giovedì 23 aprile - cronometro a squadre (Percorso unico 26 km)

      Per il quinto anno consecutivo si svolge la cronosquadre che diventa sempre di più una delle attrazioni del Giro e sono molte le squadre che arrivano attrezzate per dominarle.
Ma il percorso scelto quest'anno, almeno per i primi chilometri, difficilmente consentiva alte velocità perché la strada faceva una doppia impennata anche impegnativa. Era però l'unico modo per portare i ciclisti nella splendida cornice della miniera abbandonata dell'Argentiera e Scarpitti non se la faceva sfuggire! Poi, nei successivi 21 chilometri, la strada spianava e le medie si alzavano anche grazie ad una strepitosa giornata di sole ed all'insolita (per quella zona di mare) assenza di vento!
      Ha vinto la Renofin Sintesi Castelli (Maccanti, Ciccarese, Sacchi, Scolastico, Falzarano) in 33 minuti e 58 secondi alla media di 44.16; seconda è arrivato il Team Garmin Salieri (Negrini, Corradini, Corsello, Montanari, Guizzaro) ad un minuto e terza, a quasi due minuti, la squadra dei mediofondisti della Zena ProBike che schierava i due ex-prof Lelli e Fertonani oltre a Drago, Perotti, Giaggioli e De Gasperi.
L'ultima squadra in gara impiegava un'ora e 12 minuti alla media di 20.78 kmh: era la squadra del Team Bellusco (Dozio G., Dozio A., Dozio I., Capello, Ghilardi, Ronchi)
E' stata un'altra bellissima giornata di sport e di puro divertimento!

Venerdì 24 aprile - Mare & Monti (Percorso unico 97 km)

      Ancora una giornata di sole per la tappa di montagna che è considerata una delle più belle nell'intera storia del Giro: dal mare della costiera Alghero/Bosa ai monti di Villanova ed ai pascoli del Lago del Temo per poi tornare a Villanova e quindi ancora al mare! Ma i ciclisti non hanno tempo per il panorama perché è subito salita impegnativa che stimola le fughe da lontano.
      Nel percorso del Grangiro, sulla prima salita ci provano in tanti, ma riesce a prendere il largo solo Vito Palmisano (Autotrasporti Convertini) seguito da Zoetemelk e Chiappucci. Poi però i più forti si rifanno sotto e si crea un gruppetto di una ventina di unità che si darà battaglia nella salita finale e nella discesa velocissima verso il mare. Al traguardo si presentano in nove: Michele Maccanti (Renofin Sintesi Castelli) è imbattibile in volata e vince ancora una volta su Corradini e Sacchi.
      I mediofondisti impiegano ben sette minuti in più dei granfondisti per il medesimo percorso di gara.
Anche per loro è la prima salita che seleziona il gruppo ed anche per loro l'altipiano a metà gara consente a parecchi ciclisti di riportarsi sotto ma poi, nella salita finale, nessuno riesce a staccare gli altri e quindi al traguardo arriva un gruppo forte di 22 unità. Vince in volata Marco Giovannini (Lelli Bike) su Marco Tempo (Villaggio dei Fiori Ospedaletti) ed Angelo Guizzaro (Team Garmin Salieri).
      Ancora in volata il trio femminile Schartmuller, Sbrighi, Cabella giunte nell'ordine.
Ben 4 ore e 54 minuti impiega infine il sardo Giampiero Loddo per conquistare la Maglia Nera di giornata.

Sabato 25 aprile - la Kermesse di Capo Caccia (Percorso unico 44 km)

      Nel programma del Giro la giornata finale era destinata ad una Kermesse fatta tra ciclisti di pari età che competevano esclusivamente per la classifica finale delle varie categorie in gara. Era una novità e vi era molta curiosità nel vedere la riuscita dell'esperimento.
      Si può affermare, senza tema di smentita, che la cosa è piaciuta a tutti ed ha avuto anche una sua validità tecnica; è probabile quindi che sarà confermata anche negli anni a venire. In una splendida giornata di sole sono partiti per primi tutti gli atleti della cat. A, poi dopo un quarto d'ora quelli della categoria B, poi quelli della C, ecc. per una gara, tutta in pianura, in cui ognuno sperava di riuscire a distanziare i propri avversari di classifica.
Ecco i vincitori:
  • Cat. A: Fabio Ciccarese (Renofin Sintesi Castelli)
  • Cat. B: Giuseppe Corsello (Team Garmin Salieri)
  • Cat. C: Silvio Schiari (GiroSardegna)
  • Cat. D: Fabrizio Drago (GiroSardegna)
  • Cat. E: Paolo Puggia (Lamacart Cycling Team)
  • Cat. F: Jopp Ribbens (GiroSardegna)
  • Cat. G: Bruno Macciocu (GiroSardegna)
  • Donne: Sabrina Emmasi (Equipe Campionissimo)
      Nel primo pomeriggio si sono poi svolte le premiazioni finali con la sala piena fino all'inverosimile.
Poi tutti sono partiti e gli hotel si sono svuotati: restano i ricordi di un'altra manifestazione che si è svolta alla grande e che resterà nella storia come una delle più tecnicamente interessanti e per i percorsi di gara di una bellezza decisamente fuori dalla norma!