9° GIRO COSTE DELLA SARDEGNA – 17-23 aprile 2005

Il Giro delle Coste della Sardegna ha vissuto un altro anno alla grande e nella nona edizione ha mantenuto il livello di partecipazione record del 2004:
  • iscritti ai due percorsi agonistici sono stati 405 (le donne erano 40 e tanti gli stranieri, in particolare tedeschi e svizzeri)
  • quarantadue gli iscritti al Tour (percorsi non agonistici con partenza “alla francese”)
L’organizzazione della manifestazione a tappe è stata impeccabile grazie ad un “gruppo” che è ben rodato e che ha affrontato tutte le difficoltà senza mai subirne contraccolpi significativi.
Alla fine del Giro le facce dei ciclisti erano tutte sorridenti … ed abbronzate, grazie al sole che ha accompagnato tutte le giornate di gara escluso la prima.
Sotto l’aspetto sportivo le cose sono andate molto bene; il controllo delle strade svolto dalle forze dell’ordine è stato minuzioso e tutti gli incroci erano ben presidiati dalla polizia urbana e questo è stato particolarmente importante dato il traffico presente in alcune delle strade interessate dalla corsa.
Vi era sempre la Polizia Stradale a precedere i ciclisti ed inoltre vi è stata, ancora una volta, la presenza dei 9 della Motostaffetta Manfè (oramai una istituzione al Giro: tutti motociclisti esperti capaci di dare sicurezza a tutti); i ristori sono stati sempre abbondanti; la segnaletica bella e ben curata.
In tutta la settimana di gare non ci sono stati incidenti (solo il primo giorno di gara alcuni ciclisti hanno chiesto l’intervento delle ambulanze per cadute causate dall’asfalto bagnato) segno questo che la decisione di dividere le partenze del Grangiro Mediogiro è stata giusta e che i ciclisti hanno sempre potuto gareggiare senza esasperazioni.
Anche il cronometraggio della Winning Time è stato puntuale e preciso e le classifiche di giornata erano sempre esposte con rapidità.
Le classifiche del Giro (generali e di categoria) subivano invece dei leggeri ritardi ed erano esposte solo in serata; dal prossimo anno si dovrà trovare un meccanismo nuovo per curare l’inserimento in classifica degli atleti con tempi compensati.
Ottimi gli hotel con una nota di merito per il MeliàHotel di Olbia; per contro il rapporto tra i ciclisti e la direzione del Sighientu non è sempre stato idilliaco per via delle regole comportamentali che non tutti hanno gradito.
Solito grande pienone alle premiazioni di tappa ed a quelle finali per vincere i tantissimi premi ad estrazione.
Il gadget (zainetto del Giro) è stato molto apprezzato e grandissimo successo per il manifesto del Giro con i percorsi di gara e le altimetrie.

Domenica 17 aprile –Granfondo Costa Smeralda

Il Giro è iniziato in una giornata di cattivo tempo con pioggia, vento e freddo!
E’stato così che la Granfondo Costa Smeralda dei record in effetti ha avuto un notevole ridimensionamento.
Gli iscritti erano infatti 736 (sarebbe stata la gara ciclistica più grande mai svoltasi in Sardegna!) ma nella griglia di partenza, sotto la pioggia, si presentavano “solo” in 475 e sotto l’arco d’arrivo transitavano infine 311 per la Mediofondo e 124 per la Granfondo.
Sono stati quindi ben 261 quelli che non hanno preso il via mentre in 40 non ce l’anno fatta a concludere la gara e si sono arresi lungo il percorso; alcuni per via delle cadute dovute alla strada viscida; altri hanno preferito attendere il Carro Scopa cercando un minimo di calore nei bar ed altri ancora hanno preferito raggiungere il traguardo con mezzi di fortuna.
Anche la splendida cornice del MeliàHotel ed il suo palazzetto dello sport è stata fortemente penalizzata dal maltempo: il “lunch buffet” preparato dagli chef dell’hotel che sarebbe dovuto essere il trionfo dell’abbondanza e della bontà, in effetti è risultato poco frequentato da ciclisti (conclusa la gara tutti volevano solo fare una doccia bollente ed infilarsi poi nelle loro auto con il motore acceso ed il riscaldamento spinto al massimo!) e dagli accompagnatori (preoccupati della salute dei loro eroi che arrivavano stremati e tremanti al traguardo).
Comunque le potenzialità della struttura logistica si sono evidenziate appieno e nei prossimi anni, con il sole, le cose andranno decisamente come tutti auspicano.
Fino all’ultimo organizzatori e partecipanti hanno sperato che il tempo migliorasse ma così non è stato e, vista l’importanza della corsa (prima tappa del Giro ma anche prova di Campionato Italiano di Granfondo della F.C.I. e prova Jolly del Circuito del Sole), la gara è andata in scena regolarmente con l’unica variazione della partenza unica granfondisti mediofondisti.
Prima del via ancora un’occhiata speranzosa all’orizzonte, poi la ricerca nelle borse arrivate da ogni parte d’Italia e dall’estero degli indumenti più pesanti e adatti alla giornata, quindi una scorta abbondante di cibo per una corsa nella quale a tutti i corridori è parso chiaro che sarebbe stato necessario un supplemento di energie.
Tantissimi i sardi che hanno rinunciato perché poco abituati al cattivo tempo, ma molti anche gli iscritti al Giro che hanno preferito trasferirsi direttamente a Cagliari, evitando di sottoporsi a quella che per tutti si è rivelata una giornata durissima.
La storia della Granfondo Costa Smeralda 2005, questa volta non l’hanno fatta i corridori più celebrati, quelli che hanno occupato le prime posizioni dell’ordine di arrivo!
No, questa volta la storia della corsa è raccontata dai cento e cento ciclisti della domenica, eroi per un giorno, appassionati al punto di tenere duro di fronte a difficoltà che si sono fatte più aspre a mano a mano che i chilometri si sommavano sotto le ruote delle loro bici.
E la fatica più dura l’hanno fatta proprio quelli che alla deviazione del percorso hanno deciso di prendere per il lungo andando a sfidare i contrafforti di granito della Gallura e le sugherete del massiccio del Limbara.
Infatti mentre ci si avvicinava alle salite più dure, il cielo diventava sempre più grigio e gonfio di pioggia fredda spegnendo ogni residua speranza di miglioramento del tempo.
Ma mentre tra i primi l’agonismo diventava un’arma per combattere il freddo, nelle retrovie la ricerca dei motivi per continuare si consumava attimo dopo attimo nell’attesa di un traguardo che non arrivava mai!
L’unico atto di pietà di un clima dispettoso veniva proprio dal vento che, dapprima ostile, poi negli ultimi 40 chilometri sospingeva gli esausti protagonisti della gara verso l’approdo finale del Melià Hotel.
Era una magra consolazione dopo il freddo e l’ansia che caratterizzava la lunga discesa da Calangianus al traguardo, ma sufficiente a far dire a molti che, senza quella spinta generosa del pur freddo maestrale, il tratto finale si sarebbe rivelato insopportabile.
Lasciamo alle classifiche il racconto dell’esito finale dell’epica giornata, limitandoci a dire che nel lungo il Team Salieri ha dominato la corsa con Cristiano Andreani (giunto da solo al traguardo vincendo la gara e conquistando quella maglia gialla del Grangiro che poi manterrà fino a fine Giro) e con Maurizio Frigo giunto solitario secondo staccato di qualche minuto; mentre nella Mediofondo giungevano a braccetto i due olbiesi Stefano Usai ed Alessandro Fancello (al suo quarto successo consecutivo nella gara) mentre la prima maglia rosa del Mediogiro veniva assegnata a Silvio Scarafoni (giunto quarto al traguardo).
Tra le donne era Olga Cappiello a vincere la Granfondola ed a conquistare la maglia gialla del Grangiro mentre l’ex olimpionica della scherma, Dorina Vaccaroni, dominava nella Mediofondo. La maglia di leader donna nel Mediogiro andava a Loredana Taddei.
Maglie nere di giornata: Pierangelo De Gregorio nellungo e Maglione Anna nel medio.
Subito dopo la conclusione della gara gli iscritti al Giro facevano un lungo trasferimento per raggiungere gli hotel dove sarebbero stati alloggiati per le restanti tappe.

Lunedì 18 aprile – Spiaggia di Giorgino

Le preghiere di tutti i partecipanti venivano ascoltate ed il clima era ben diverso a Cagliari dove un sole caldo ha sempre riscaldato i ciclisti.
La prima tappa del sud dell’isola era breve e velocissima e si sviluppava interamente in una VERA pianura!
Alla partenza, sul lungomare del Poetto, si presentavano tutti i 400 agonisti del Giro ed una quarantina di tranquilli pedalatori del Tour; tutti assieme attraversavano Cagliari in un unico serpentone multicolore.
Appena fuori città veniva dato il via agonistico, ed era subito bagarre con una serie infinita di scatti nella larga strada costiera che dallo Stagno di Santa Gilla portava alla spiaggia di Giorgino e quindi nella zona industriale; dopo qualche chilometro si metteva in luce un gruppo di una ventina di unità contenente tutti i più forti granfondisti e mediofondisti.
All’inizio della circonvallazione urbana di Cagliari, un semaforo chiuso e la poca dimestichezza dei vigili urbani ad una corsa agonistica facevano guadagnare qualche decina di metri ad Emanuele Negrini, Kirill Golubev e Andrea Ciavatti i quali decidevano di insistere e riuscivano a conservare per oltre 20 chilometri l’esiguo vantaggio conquistato sul gruppo degli inseguitori.
Sul traguardo la volata era vinta da Negrini; poi nel bellissimo viale d’arrivo, si susseguivano una infinità di grandi e piccole volate ma tutto si svolgeva senza problemi.
A fine giornata grosso sospiro di sollievo dell’organizzatore inizialmente molto preoccupato vista la particolare tipologia di strade da percorrere (superstrade urbane ad altissima concentrazione di traffico)!
Nessuna variazione nelle maglie di leader che restavano sulle spalle di Cristiano Andreani ed Olga Cappiello nel Grangiro e di Silvio Scarafoni e Loredana Taddei nel Mediogiro.
La maglia nera era assegnata a Luigi Dalla Nora distanziato di un’ora e 10 minuti dai primi.

Martedì 19 aprile – costa di Villasimius

Seconda tappa cagliaritana con partenza ed arrivo sulla spiaggia del Poetto.
Partenze separate: i granfondisti andavano fino a Villasimius per poi tornare indietro (variazione dell’ultimo minuto a causa della chiusura per frana della strada costiera per Costa Rei) ed immettersi nel medesimo percorso dei mediofondisti.
La Sardegna si vestiva di una splendida giornata di sole che metteva in risalto la bellezza della costiera di Villasimius (una serie infinita di saliscendi mai impegnativi ma tutti molto panoramici su un mare bellissimo) e la selvaggia bellezza delle gole del Rio Cannas (una lunga e tranquilla salita fino al valico di Campu Omu, nel Parco dei Sette Fratelli): i ciclisti che hanno sollevato lo sguardo se la sono proprio goduta!
La gara dei granfondisti ha seguito il solito copione che vedeva il sardo Flavio Mallus stretto nella morsa dei ciclisti del Team Salieri con il tedesco Rothe ad inseguire.
La tappa è stata vinta da Maurizio Frigo che negli ultimi chilometri è riuscito a sganciarsi da Mallus, Andreani (che conservava la maglia gialla) e Negrini.
Tra le donne una straordinaria Olga Cappiello (25° al traguardo) distanziava nettamente l’olandese De Vries e la Bonvini.
La maglia nera del lungo è stata assegnata a Enea Bertini (due ore di distacco dai primi).
Nel Mediogiro nessuno è riuscito a scrollarsi di dosso gli avversari ed un gruppo di una quarantina di unità si è presentato compatto alla volata conclusiva vinta da Luigi Mencaroni su Placido Caraci e Paolo Rossini; Loredana Taddei è stata, come al solito, la prima delle donne mentre   Felice Franzese è stata la maglia nera di giornata (un’ora e mezza dai primi).

Mercoledì 20 aprile – cronometro a squadre

Ancora una splendida giornata di sole con totale assenza di vento: quasi un miracolo!!
La cronosquadre era una novità assoluta al Giro ed, in effetti, erano in tanti ad essere perplessi sulla formula che lasciava piena libertà a ciascun ciclista di scegliersi i propri compagni di gara.
Ma l’organizzatore era arci-convinto delle scelte fatte ed anche se in tantissimi chiedevano di invalidare il tempo per la classifica generale, ha insistito; ed … alla fine ha avuto ragione!
Durante la gara ed a fine giornata l’entusiasmo dei partecipanti era palpabile e la partecipazione è stata altissima al punto che, nella lunga strada litoranea della spiaggia del Poetto, si sono alternate in gara oltre settanta squadre.
Lo spettacolo era decisamente vario: si facevano notare i gruppi ben attrezzati ed organizzati giunti all’appuntamento per “fare la gara” ma alla partenza si schieravano anche squadre non molto omogenee dove il collante (l’amicizia tra i partecipanti) non sempre riusciva a garantire una coesione del gruppo al punto che spesso vi erano ciclisti che si staccavano già al primo chilometro.
Ma, in definitiva, l’esperienza è stata di quelle che poi fa piacere raccontare!
Nei prossimi anni nel programma del Giro difficilmente mancherà una crono-squadre!
Dal punto di vista più propriamente sportivo è da notare la vittoria della Farmaenergy rafforzata dalla presenza di un ciclista con tessera professionistica ( Kirill Golubev ) e di un forte ex-pro (il sardo Alberto Loddo ); lo squadrone di Mallus ha impiegato 20 minuti e 40 secondi per fare i 16 chilometri del percorso ed è riuscito a battere di ben 34 secondi il Team Salieri che superava di un solo secondo il Team Demonia , vera rivelazione della giornata.
L’ultima squadra in gara impiegava ben 32 minuti per chiudere il percorso … ma i ciclisti erano soddisfatti ugualmente della loro prestazione.

Giovedì 21 aprile – monti del Gerrei

Per la tappa di montagna era stato prescelto un percorso con assoluta assenza di traffico; lungo la strada c’ erano solo pastori (con le loro greggi di pecore) ed animali al pascolo brado.
Ancora una giornata di sole splendente accoglieva i ciclisti a Selargius , località di partenza/arrivo distante pochi chilometri dagli hotel del Giro ed ancora una volta partivano prima i granfondisti .
Ed era bagarre già nel primo falsopiano con atleti che speravano di portare via la fuga buona, ma la corsa si decideva nella prima salita quando il gruppetto dei migliori ha iniziato a scandire il passo con forza ed a fare sul serio.
Dal lungo giro nelle belle e panoramiche montagne del Gerrei sono usciti vincitori Negrini, Frigo e Andreani che, al traguardo, distanziano di oltre 4 minuti i più immediati inseguitori.
Olga Cappiello è la prima delle donne mentre l’ultimo al traguardo è Pierricardo Bergonzi (arriva ben due ore e dieci minuti dopo Negrini ).
Nel Mediogiro la selezione naturale avvenuta nella “salita delle fonti” ha preparato il terreno per i fuochi d’artificio che si sono verificati poi nella salita di Pranu Sanguni dove ha preso il largo un gruppetto di cinque unità che ha tenuto duro nel lungo tratto di pianura finale riuscendo ad arrivare al traguardo con una ventina di secondi su primi inseguitori.
La volata è stata vinta da Claudio Barbagli il quale ha battuto Stefano Rosati e Paolo Rossini ed ha avuto il piacere di indossare la maglia rosa di leader della classifica generale.
Ancora una volta Loredana Taddei è stata la prima delle donne mentre ad Enrico Facciani è andata la maglia nera.

Venerdì 22 aprile – costa del sud

La sveglia ha suonato presto per i ciclisti, ma bisognava evitare il traffico mattutino dell’attraversamento in auto di Cagliari per il trasferimento a Nora.
E’stato un disagio che in tanti avrebbero preferito evitare ma lo spettacolo offerto dalla costa del Sud ha poi ripagato tutti abbondantemente!
La località di partenza/arrivo era una vera e propria “cartolina”: un viale di palme immerse nel verde dei prati ad un metro dallo stagno costiero; appena più in là, un mare dai colori vivissimi ed una spiaggia di sabbia bianca; alle spalle le famosissime rovine della città romana di Nora ed una chiesetta medioevale che ospita Sant’ Efisio nella festa del primo maggio!
Un incanto che ha conquistato anche i numerosi accompagnatori che hanno preso in hotel il cestino/pasto e si sono programmati una intera giornata di sole e di mare.
Il sole ed il caldo hanno consentito alla costa del sud di mettere in scena un capolavoro fatto di colori forti (il mare e la macchia mediterranea in fiore), profumi intensi (la primavera in Sardegna si vive anche con il naso!), di spiagge popolate solo da vacche che ruminano tranquille, e di isolotti che si stagliano in lontananza.
Il tutto era condito dai colori delle divise ciclistiche sparse nei saliscendi della costa e dai suoni delle bici lanciate in corsa!
Decisamente stupefacente ed indimenticabile!
La gara vede ancora una volta le partenze separate ed ancora una volta si assiste ad una selezione naturale che porta al traguardo del Grangiro il leader assoluto, Cristiano Andreani , il quale riesce a battere in volata i compagni di fuga di giornata, Mallus e Frigo.
Ottima la prestazione di Olga Cappiello giunta 40° al traguardo mentre 122° ed ultimo del Grangiro è Guido Viganò .
Nel Mediogiro la battaglia è più forte e si accende già dalla prima facile salita di Domus de Maria ; allo scollinamento arrivano in otto che trovano subito l’accordo e non vengono più ripresi nonostante gli sforzi degli inseguitori.
Vince la volata Silvio Scarafoni (conquistando anche la maglia rosa) battendo Gianluca Cireddu e Stefano Rosati.
Loredana Taddei è sempre la prima donna mentre Carla Bernard corona un sogno conquistando la maglia nera!!

Sabato 23 aprile – cronoscalata

Un percorso difficile ed impegnativo che si inerpicava nelle montagne vicine a Cagliari fino quasi a raggiungere la sommità del massiccio granitico dei “7 Fratelli”.
Una vera sorpresa per tutti: una strada “alpina” a pochissima distanza dal mare.
La salita è veramente impegnativa e sono in tanti quelli che, non interessati alle classifiche, rinunciano a farla per concedersi una giornata di sole in qualcuna delle spiagge viste durante le precedenti gare oppure per dedicarsi allo shopping in città.
Strada completamente chiusa al traffico e ciclisti a tutta per concludere con un ottimo risultato gli undici chilometri del percorso con oltre 700 metri di dislivello totale: erano infatti ancora molte le categorie alla ricerca di un leader definitivo e molti coloro che aspettavano questa occasione per fare un deciso balzo nella classifica generale!
Il tempo migliore lo faceva Emanuele Negrini (29 minuti e 46 secondi) il quale batteva   Cristiano Andreani (30.21) e Flavio Mallus (31.37); ma splendida la prestazione del mediofondista Stefano Rosati (sesto assoluto con 33.09) il quale riusciva a distanziare tutti i suoi avversari in classifica nel Mediogiro aggiudicandosi così la maglia rosa finale proprio all’ultima tappa.
Olga Cappiello era ancora una volta la prima delle donne (con 40.09) mentre ultimo di giornata è stato il sudafricano Renzo Battani (294° con 1 ora 22 minuti e 46 secondi)!

18 aprile – considerazioni finali

La corsa, nei percorsi lunghi del Grangiro , è stata dominata dal Team Salieri , uno squadrone sceso ancora una volta al gran completo al Giro; hanno vanamente tentato di opporsi Farmaenergy ed uno squadrone tedesco sceso nell’isola rafforzato ma non ancora capace di competere alla pari con gli esperti atleti italiani.
La gara è stata nettamente dominata da Cristiano Andreani il quale ha bissato così il successo ottenuto nel 2004.
Tra le donne c’è stato il netto dominio di Olga Cappiello la quale, nella classifica generale finale ha conquistato uno straordinario 24° posto assoluto, ed ha battuto la pur forte olandese Esther de Vries e Luisa Bonvini .
Molto accesa è stata invece la lotta per il predominio nelle varie categorie.
Vincitori di queste sono stati: Rothe Florian ( Cat . A), Frigo Maurizio ( Cat .B), Andreani Cristiano ( Cat . C), Raviola Giuseppe ( Cat . D), Vasarri Andrea ( Cat . E ), Mongardi Salvatore ( Cat . F), De Vries Esther ( Cat . G) e Cappiello Olga ( Cat . H); tutti sono stati premiati con la maglia gialla di leader.
Nel Mediogiro invece la gara è stata tiratissima e si è dovuti giungere agli ultimi metri dell’ultimo giorno per a ssegnare la maglia rosa che nei giorni precedenti aveva cambiato spesso di proprietario.
Alla fine l’ha spuntata Stefano Rosati con un’ultima frazione di assoluto rilievo nella quale ha distanziato i suoi avversari Silvio Scarafoni e Claudio Barbagli (entrambi avevano assaporato il gusto di vestire la maglia di leader in qualche tappa) giunti secondo e terzo assoluti.
Tra le donne mediofondiste la gara è stata molto meno tirata perché la supremazia di Loredana Taddei non è stata mai messa in discussione; seconda è arrivata Mimosa Coreni che ha fatto grandi miglioramenti rispetto al passato,e terza Elena Pagani.
Nel Mediogiro la vittoria nelle varie categorie è andata a Visconti Alessandro ( Cat . A), Rosati Stefano ( Cat . B), Lorenzon Gianni ( Cat . C), Barbagli Claudio ( Cat . D), Curi Angelo ( Cat . E ), Anfuso Giovanni ( Cat . F), Coreni Mimosa ( Cat . G) e Taddei Loredana ( Cat . H).
Nella classifica di società ha dominato il Team Demonia ; secondi sono arrivati il GS Cicli Matteoni e terzi l’US Bormiese .
Il Tour ha evidenziato notevoli possibilità di sviluppo che nei prossimi anni certamente si manifesteranno; la possibilità di pedalare “alla francese” nei percorsi di gara è infatti piaciuta seppure in questa edizione è mancato il necessario coordinamento tra i partecipanti e l’organizzazione la quale era tutta tesa a far fronte alle difficoltà derivanti da percorsi resi particolarmente difficili dalla presenza del traffico.
Nei prossimi anni, quando si tornerà a percorrere le “solite” strade senza traffico, la situazione è destinata a migliorare in maniera sensibile.
Notevole è stata la copertura della manifestazione nei media locali e nazionali:
  • trasmissione giornaliera di mezz’ora sull’emittente televisiva locale “ T.C.S. ”
  • servizi televisivi sui notiziari di “ Videolina ”e “Sardegna Uno”
  • una trasmissione TV riepilogativa della manifestazione su “ Videolina ”
  • ampi servizi giornalistici sulla stampa locale;
  • vasta eco sulla stampa nazionale quotidiana (“Il Giornale”, “Corriere dello Sport”) e nelle riviste nazionali del settore (tra cui ha spiccato il servizio di 10 pagine con richiamo in copertina della rivista “Cicloturismo”)
In definitiva si può affermare che la nona edizione del Giro Coste della Sardegna è stata un grande successo!
E già si preannuncia una straordinaria decima edizione della manifestazione a fine aprile 2006!