8° GIRO DELLE COSTE DELLA SARDEGNA
11-17 aprile 2004

Ancora un favoloso Giro Coste della Sardegna si è svolto in un aprile che ha mostrato un volto quasi invernale decisamente poco usuale per l'isola e per la manifestazione ciclistica che nelle sette edizioni precedenti aveva sempre fatto il pieno di sole e di caldo.

L'ottava edizione si presentava ai cancelli di partenza
con tanti nuovi record:
  • - record assoluto di iscritti: 440 atleti nei due percorsi competitivi
  • - record assoluto di presenze femminili (ben 55 le donne in classifica)
  • - record di stranieri (112); molti i tedeschi e gli svizzeri ma presenti anche olandesi, austriaci, francesi, inglesi ecc. ed anche ciclisti provenienti da nazioni lontanissime (8 dagli USA, 3 sudafricani e 2 canadesi)
  • - in 143 hanno completato il Grangiro (percorsi lunghi) facendo tutte le tappe mentre solo in 125 hanno completato il Mediogiro (percorsi medi); evidentemente il cattivo tempo non ha fermato i più tosti mentre sono stati tantissimi i mediofondisti che hanno saltato qualche tappa
  • - molto apprezzato il numero di gara personalizzato con il nome dell'atleta e differenziato di colore per le varie categorie
  • - una quarantina gli aderenti ai percorsi non agonistici della Pedalata al Sole
E' stato una edizione difficilissima sotto il punto di vista organizzativo e solo un "gruppo" così ben rodato ha potuto far fronte alle continue variazioni di programma che il cattivo tempo o le problematiche autorizzatorie proponevano di giorno in giorno.
La prima tappa è stata completamente riscritta e spostata di sede, un'altra è stata spostata di data, un'altra ancora ha dovuto subire una cambiamento di percorso ed un'altra è stata annullata: quasi … un bollettino da Caporetto!
Eppure alla fine del Giro le facce dei ciclisti erano tutte sorridenti; segno che le decisioni prese per affrontare le avversità sono state condivise da tutti e le soluzioni trovate si sono rivelate azzeccate.
Sotto l'aspetto più propriamente sportivo le cose sono andate molto bene; il controllo delle strade svolto dalle forze dell'ordine è stato minuzioso e tutti gli incroci erano ben presidiati; sei le pattuglie della Polizia Stradale a precedere i ciclisti; i ristori sono stati sempre abbondanti; la segnaletica bella e ben curata e la oramai solita e solida presenza dei 10 motociclisti della Motostaffetta Manfè, radio-collegati tra di loro, è stata una sicurezza per tutti.
Purtroppo la settimana di gare ha visto anche una serie di cadute con qualche contuso; un ciclista ha subito la frattura del setto nasale ed è stato costretto al ritiro.
Anche il cronometraggio della Winning Time è stato puntuale e preciso e la sera erano sempre esposte le classifiche di giornata e quelle generali.
Una nota di merito speciale per l'Hotel Cala Ginepro che ha accolto tutti; le cucine hanno dovuto adeguarsi alle fameliche fauci dei ciclisti ed alle continue variazioni che si apportavano di giorno in giorno; ma alla fine tutti i partecipanti sono stati contenti del servizio!
Il cattivo tempo ha impedito i "soliti" pomeriggi al mare o in piscina o le escursioni in programma, per cui si è sentita la mancanza di una "animazione" che riempisse gli spazi vuoti.
Forse anche per questo ogni giorno, prima di cena, c'era il grande pienone alle premiazioni di tappa (ma … i premi ad estrazione erano invitanti!).
Alle premiazioni finali la grande sala conferenze dell'hotel è riuscita a stento a contenere le centinaia di persone presenti per festeggiare i vincitori e per sperare di vincere una delle 10 settimane di vacanze premio o uno degli inviti alle iniziative della Mare & Monti per il 2005 (Egitto e Giro).
Il gadget (maglietta in cotone in cotone del Giro) è stato molto apprezzato ed anche i completi ciclistici del Giro sono stati molto graditi anche se in pochi hanno potuto indossare la divisa stante la temperatura non propriamente estiva.

Domenica 11 aprile - prima tappa

La Pasqua ha salutato il Giro con una novità poco gradita: il Comune di Arzachena aveva di fatto impedito lo svolgimento della "Granfondo Costa Smeralda" costringendo l'organizzazione ad inventarsi in due giorni una nuova gara in un altro posto!
E' nata così la "Granfondo della Sardegna" non più con partenza ed arrivo ad Olbia ma a Cala Ginepro, vicino ad Orosei.
Si partiva dal mare per andare profondamente nell'interno dell'Isola affrontando un percorso bello e senza traffico che alla fine si è rivelato adattissimo ad una gara alla quale hanno partecipato oltre 600 persone. Due i percorsi ed entrambi impegnativi.
Lungo gli 8 chilometri di tornanti panoramici sul mare della salita di Sant'Anna il gruppo si spezzettava in una infinità di gruppetti ed alla sommità della scalata, alla divisione dei percorsi, si ritrovano in fuga due granfondisti (Armando Marzano e Carlo Calcagni) ed un mediofondista (Stefano Usai).
Nel percorso corto Usai riusciva a mantenere il vantaggio sugli immediati inseguitori fino al traguardo vincendo così la gara e conquistando la Maglia Rosa del Mediogiro.
Nella Granfondo la lotta è stata più serrata; infatti nella successiva salita che portava in 12 chilometri dal fondovalle all'altipiano della Colonia Penale di Mamone, Calcagni veniva riassorbito dal gruppo degli inseguitori mentre Marzano restava da solo per una quarantina di chilometri; dentro l'abitato di Bitti veniva raggiunto da uno scatenato Emanuele Negrini deciso a bissare il successo dello scorso anno nella GF Costa Smeralda.
I due pedalavano in accordo fino al traguardo dove Negrini batteva in volata il napoletano ed indossava la maglia gialla di leader del Grangiro. Tra le donne la vittoria di tappa e le maglie andavano rispettivamente alla solita Maura Camattari (Mediogiro) ed a Mary Pastè (Grangiro).
Un favoloso "Malloreddus Party" organizzato dall'hotel Cala Ginepro rifocillava in abbondanza tutti (ciclisti ed accompagnatori) e disponeva bene gli animi per le premiazioni nelle quali venivano elargite, in perfetto stile con la ricorrenza del giorno, uova pasquali a tutti i vincitori.
E c'era anche l'estrazione a sorte finale di un enorme uovo di cioccolato.
Maglie nere di giornata: Thomas Beer nel lungo e Carola Bernard nel medio

Lunedì 12 aprile - una tappa spostata a mercoledì

Una pioggia battente continua e fitta accoglieva i ciclisti la mattina della seconda tappa; il rischio di cadute in una tappa di pianura era quindi elevatissimo e, dopo un rapido consulto con le forze di polizia, si decideva di spostare la tappa al mercoledì, giorno inizialmente previsto come riposo.
La decisione era condivisa entusiasticamente dei ciclisti che avevano così modo di … non bagnarsi e di recuperare lo sforzo del giorno prima.

Martedì 13 aprile - seconda tappa

Quella che era stata progettata come la terza tappa del Giro iniziava con un trasferimento in auto ad Orgosolo e con prospettive poco rosee: sul Bruncu Spina dove era previsto il GPM c'erano cinque centimetri di neve ed un tempo da lupi: in Sardegna neanche in inverno si vedevano cose così!
Costretti ad eliminare dal percorso la scalata al monte più alto dell'Isola, si percorreva solo l'ampio anello di 43 chilometri che restava al di sotto dei mille metri di quota ripetendolo per due volte.
Una soluzione che veniva accolta favorevolmente da tutti quelli che decidevano di partire nonostante il cattivo tempo; nel corso del primo giro niente veniva risparmiato ai ciclisti: vento, pioggia ed anche la grandine!
Erano in molti a fermarsi al completamento del primo Giro uscendo così dalle classifiche generali di merito.
La gara è stata però molto piacevole ed il percorso (unico sia per granfondisti che per mediofondisti) molto bello e selettivo; il gruppo dei più forti prendeva immediatamente il largo nella temuta ascesa iniziale che portava i ciclisti da Orgosolo a Pratobello.
Le posizioni poi si stabilizzavano; con Negrini e Panetta riuscivano a stare solo il Mediofondista Usai ed il forte tedesco Florian Rothe mentre Stefano Nicoletti e Matteo Podestà perdevano contatto nelle fasi cruciali della tappa perdendo così anche le loro residue speranze di vittoria finale.
Negli ultimi chilometri scattava Negrini e nessuno riusciva a stargli a ruota: vinceva a braccia alzate nell'unico sprazzo di sole che la montagna sarda regalava ai ciclisti.
Subito dopo l'arrivo dei primi ancora pioggia ed arrivi alla spicciolata.
Al traguardo dei due giri riuscivano ad arrivare solo 313 persone; l'ultimo era Angelo Crisci, arrivava quasi due ore dopo Negrini e conquistava la "sua" Maglia Nera ed era felice come una Pasqua!
La prima donna della giornata era Mary Pastè che batteva nella volata del suo gruppo Maura Camattari; entrambe conservavano le maglie di leader del loro rispettivo percorso.

Mercoledì 14 aprile - terza tappa

Non pioveva ed era già una gran cosa quando la mattina si recuperava la seconda tappa e ci si schierava alla partenza di una frazione di pianura nella quale erano in tanti a volersi mettere in mostra.
Percorso unificato per granfondisti e mediofondisti.
Quasi subito partiva una fuga a cinque che vedeva presenti i due forti atleti disabili Pierangelo Vignati e Fabrizio Macchi assieme allo svizzero Daniele Zucchoni ed a Fausto Turco e Stefano Traversi.
Sembrava una iniziativa destinata a durare poco spazio ed invece i cinque trovavano un buon ritmo e spinti dall'entusiasmo, riuscivano a reggere al ritorno di un gruppo forte di una ottantina di unità.
Si presentavano al traguardo assieme ma niente volata: i tre "normodotati" applaudivano e due glorie dello sport azzurro olimpico (Vignati) e mondiale (Macchi) che si classificavano nell'ordine.
Tra le donne la Camattari superava tutte le altre nella volata del gruppo ed era prima.
Nessun cambiamento nelle classifiche generali.
La Maglia Nera di giornata la conquistava Gemma Raspo: 389esima e felice di essere riuscita a fare tutti e 105 i chilometri del percorso!

Giovedì 15 aprile - quarta tappa

Finalmente il sole usciva per riscaldare i ciclisti in una tappa che prevedeva due percorsi uno completamente pianeggiante (il Mediogiro) ed uno con una sola lunga salita (il Grangiro).
Dopo le prime schermaglie iniziali partiva una fuga che vedeva uscire fuori dal gruppo Christophe Masserey (vincitore del Mediogiro dello scorso anno), Simone Nannucci, Cristian Bianchetti, Davide Gandino oltre ai "soliti" Pierangelo Vignati e Fabrizio Macchi.
Oramai la cosa non sorprendeva più nessuno ed il gruppo si adeguava alla situazione preparandosi al gran finale.
Ma a dieci chilometri dal traguardo, Vignati si ricordava della sua Medaglia d'Oro nell'inseguimento nelle Paraolimpiadi di Sidney e staccava tutti riuscendo a conservare un minimo vantaggio fino al traguardo.
Nel lungo Negrini e Panetta partivano nei primi tornanti della salita di Lula e facevano il vuoto vanamente inseguiti dagli altri scalatori che poi, nelle fasi finali, venivano tutti riacciuffati dal gruppo.
Giuseppe Panetta vinceva la tappa e Negrini consolidava la sua maglia gialla di leader del Grangiro.
Conferme delle altre maglie rosa (Stefano Usai e Maura Camattari) e gialla (Mary Pastè) mentre le Maglie Nere venivano conquistate da Andrea Famiglietti (lungo) ed ancora da Carla Bernard (corto).
Da notare la presenza in gruppo di una troupe televisiva di Sky Sport venuta a riprendere il Giro per un paio di tappe per preparare un servizio da mettere in onda via satellite.
Inoltre si può pedalare come più piace .....

Venerdì 16 aprile - tappa annullata

Ancora una terribile giornata di maltempo si presentava al risveglio dei ciclisti!
Alla pioggia battente si era aggiunto un forte vento e le nuvole basse avvolgevano senza alcuna speranza la montagna di Genna Silana dove era stato fissato il secondo GPM del Giro!
Le previsioni non lasciavano alcuna speranza e non essendoci alternative, la tappa veniva definitivamente annullata.
Gran peccato perché il percorso che si sarebbe dovuto fare era bellissimo dal punto di vista paesaggistico ed interessantissimo sotto il punto di vista sportivo.
Era un rammarico anche per gli operatori televisivi di Sky Sport che si dedicavano ad interviste in interno.

Sabato 17 aprile - quinta tappa

Una tappa nata per essere la "festa finale" a cronometro in un percorso completamente chiuso al traffico che vedeva i granfondisti pedalare sulla destra ed i mediofondisti sulla sinistra della strada.
Naturalmente … il tempo minaccia pioggia e non tutti riescono ad evitarla lungo i 20 chilometri del percorso.
Le partenze si sono susseguite a ritmo serrato perché ben 328 atleti hanno deciso di cimentarsi contro il cronometro.
Vinceva Pierangelo Vignati dimostrando così, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, di essere il più forte in pianura.
Staccava Rosati di dodici secondi e di quasi mezzo minuto il tedesco Rothe che dimostrava di andare forte anche in pianura.
Deludenti invece le prestazioni dei leader di classifica che giungevano al traguardo solamente undicesimo (Usai) ed addirittura quindicesimo (Negrini).
Primadonna di giornata era Patrizia Cabella che faceva meglio di Mary Pastè e di Luisa Bovini.
La Maglia Nera era conquistata da Antonio Traversi.

Considerazioni finali

La corsa, nei percorsi lunghi del Grangiro, è stata dominata dal Team Salieri, uno squadrone sceso nell'Isola al gran completo al quale nessuno ha potuto opporsi.
Ma quest'anno, per la prima volta, gli stranieri hanno ben figurato e si sono fatti notare per intraprendenza e forza.
Alla fine, nella classifica generale del Grangiro, tra i primi due (Emanuele Negrini e Giuseppe Panetta) ed il terzo (Florian Rothe) c'erano oltre sei minuti.
Molto accesa è stata invece la lotta per il predominio nelle varie categorie.
Vincitori di queste sono stati: Negrini (Cat. A), Berndt Grauvogel (Cat. B), Giuseppe Raviola (Cat. C), Fausto Sorbi (Cat. D), Danilo Barzasi (Cat. E), Salvatore Mongardi (Cat. F), Mary Pastè (Cat. G) e Maria Bellinato (Cat. H); tutti sono stati premiati con la maglia gialla di leader.
Tra le donne c'è stato il dominio di Mary Pastè la quale, nella classifica generale, ha battuto Alessandra Pinelli e Luisa Bonvini.
Nel Mediogiro il giovane sardo Stefano Usai ha conquistato la vittoria con le sue due prestazioni nella prima e nella seconda tappa riuscendo poi a controllare la rimonta di Stefano Nicoletti, giunto secondo, e di Stefano Rosati, giunto terzo.
Vignati ha dominato in pianura ma ha preso pesanti distacchi nelle tappe di salita non riuscendo per questo ad inserirsi nella lotta per la vittoria finale.
Anche tra le donne mediofondiste la gara è stata molto tirata ma alla fine Maura Camattari ha vinto nettamente su Patrizia Cabella e sull'americana Lisa Peters.
Nel Mediogiro la vittoria nelle varie categorie è andata a Usai (Cat. A), Stefano Rosati (Cat. B), Stefano Nicoletti (Cat. C), Mario Fundoni (Cat. D), Giovanni Anfuso (Cat. E), Alfredo Zbinden (Cat. F), Daniela Ferraboschi (Cat. G) e Maura Camattari (Cat. H).
Il Team Salieri vinceva anche la classifica di Società battendo i Cicloamatori Binago
La "Pedalata al sole" ha subito pesantemente una situazione climatica che era del tutto fuori dall'ordinario per la Sardegna; le cattive condizioni atmosferiche hanno particolarmente penalizzato coloro che erano venuti per pedalare in tranquillità e senza l'obbligo della classifica.
La formula è comunque piaciuta tantissimo anche se il "gruppone" dei non agonisti ha avuto difficoltà per ritrovarsi unito perchè ognuno preferiva uscire in bici approfittando delle pause del cattivo tempo. Ma oramai anche la "Pedalata" è una realtà irrinunciabile del Giro che cresce di anno in anno e sarà certamente riproposta nei prossimi anni.
E per il 2005 si prospetta l'ipotesi di una grande e nuova idea: un Giro itinerante tra Corsica, Sardegna e Sicilia avendo come hotel galleggiante una nave che trasporta atleti, accompagnatori ed auto al seguito: una vera impresa organizzativa che, se vedrà la luce, sarà senza dubbio l'avvenimento cicloamatoriale dell'anno.